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PREVENZIONE - Angelina Jolie e i test genetici in Italia

Angelina Jolie e i test genetici in Italia

La scelta di Angelina Jolie di farsi asportare entrambi i seni e le ovaia continua a suscitare dibattiti.

Io ho una cara allieva che se avesse ottenuto il consenso a fare il test genetico, si sarebbe risparmiata tanta sofferenza.

La mutazione dei geni BCRA e BCRAE innalzano enormemente il rischio di sviluppare nel corso della vita un carcinoma al seno. Il test è riservato a un numero molto ristretto di casi e spesso in Italia lo si concede dopo che la paziente ha già sviluppato vari tumori.

Non sono un medico e non voglio parlare di cose che non mi competono e che ignoro, però una cosa desidero dirla, trattando con tante donne con cancro alla mammella: le donne hanno il diritto di sapere se sono portatrici di mutazioni genetiche, soprattutto se hanno avuto un parente (mamma, nonna, sorelle, zie,) con un tumore.

È giusto che sia dato loro il potere di SCEGLIERE!

M.Michela Amato



PREVENZIONE - Prevenire il cancro con l'alimentazione

Prevenire il cancro con l'alimentazione

Per combattere il cancro l'alimentazione è importante anche quando si sta facendo la chemioterapia. I consigli degli esperti di OK Ersilia Troiano e Filippo Valoriani

Nausea e inappetenza sono i disturbi più comuni nel paziente oncologico sottoposto a chemioterapia, ma il tema alimentazione e tumori, soprattutto a livello preventivo, è molto più ampio. Abbiamo approfondito l’argomento con la dottoressaErsilia Troiano, Presidente ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) e conFilippoValoriani, dietista esperto ANDID.

D: Dottoressa Troiano, qual è il ruolo della nutrizione in oncologia?

R: Nel 2007, il Word Cancer Research Fund (WRCF) e l’American Institute for Cancer Research (AICR) hanno elaborato una serie di raccomandazioni volte a descrivere come glialimenti, lanutrizione, l’attività fisicae lacomposizione corporeapossano avere unimpatto significativo sulla riduzione del rischio, non solo in termini assoluti, di ammalarsi di tumore quanto anche in relazione alla prevenzione delle recidive.

D: Dottoressa Troiano, quale regime dietetico è consigliabile seguire quando si è in chemioterapia?

R: Prevenire la malnutrizione e aiutare a gestire gli eventuali effetti collaterali di chemio e radioterapia sono i due importantissimi obiettivi da raggiungerecon un’alimentazione corretta e individualizzata. Sfatati i falsi miti su pratiche alimentari ormai desuete (come ad esempio praticare il digiuno per “affamare” le cellule tumorali), è ormai appurato chel’alimentazione deve essere adeguata ai fabbisogni energetici e nutritivi stabiliti dalle linee guida di riferimento, e soprattuttodeve aiutare a contrastare gli effetti collaterali, spesso numerosi, di queste terapie. Il supporto nutrizionale individualizzato in questi casi è, dunque, davvero indispensabile. Un corretto stato di nutrizione è infatti fondamentale anche per garantire la migliore risposta terapeutica a questi trattamenti ed aiutare le persone a gestire sintomi e disturbi che possono pregiudicare in maniera molto importante l’assunzione di alimenti e bevande.

D: Dottor Valoriani, l’inappetenza e la nausea sono i disturbi più frequenti durante un trattamento chemioterapico: una dieta mirata può essere d’aiuto?

R: La nausea el’inappetenza interferiscono negativamente rispetto alla capacità del paziente di assumere un’appropriata quantità di energia e nutrienti. È importante che i pazienti oncologici in trattamento attivo informino il personale sanitario in merito alle problematiche legate alla loro alimentazione, al fine dipoter attivare un tempestivo percorso di supporto nutrizionaledurante il periodo di terapia.

D: Dottor Valoriani, quali alimenti sono consigliati in questi casi?

R: Al fine di assicurare la copertura delle necessità nutrizionali giornaliere, in caso di inappetenza, le strategie nutrizionali da adottare prevedono: l’incremento del numero di pasti giornalieri a 5-6(colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena e spuntino serale), l’aumento della densità calorico-proteica dei pasti e non del volume degli stessi(uso extra di olio o altri grassi da condimento, salse, formaggi, uova, frutta secca, torte, gelati, dessert al cucchiaio) e ladistribuzione delle bevande nell’intero arco della giornata senza concentrale nell’ambito dei pasti. Se le energie lo permettono, effettuare passeggiate può risultare utile per migliorare l’appetito.Monitorare il peso corporeo1 volta alla settimana al fine di registrarne tempestivamente le variazioni.

Anche in caso di nausea è opportuno frazionare l’alimentazione in 5-6 pasti al giorno, di piccolo volume, preferendo gli alimenti per i quali non si nutre avversione.È importante cercare di non saltare i pasti.Occorre, inoltre, privilegiare i cibi facili da digerire e con un basso tenore di grassi al fine di minimizzare l’impegno da parte dello stomaco. Aromi, erbe aromatiche, spezie e preparazioni con aromi intensi o pungenti possono comportare un peggioramento della nausea; a tal proposito occorre ricordare anche che, in linea generale ,gli alimenti liquidi e dolci tendono a esacerbare il sintomo rispetto a quelli solidi e salati(cracker, grissini). In caso di nausea è bene evitare di assumere bevande in quantità considerevoli immediatamente prima, durante o immediatamente dopo il momento pasto.Naturalmente le raccomandazioni sopra fornite rappresentano una guida generale che necessita di essere adattata alla caratteristiche e alla specificità individuali.

D: Dottor Valoriani, e l’idratazione? Che cosa e quanto bere?

R: Il metabolismo di molti chemioterapici si realizza per via renale. Per questa ragione diviene fondamentale mantenere un’adeguata idratazione quotidiana durante l’intero iter di cura.

La quantità di liquidi da assumere è legata al peso corporeo enon dovrebbe essere inferiore ai 30 ml per chilo di peso al giorno,ad eccezione di specifiche condizioni cliniche per le quali si renda necessaria una differente modulazione, in eccesso o in difetto, dell’apporto idrico quotidiano.

Questo obiettivo può essere raggiunto non soltanto attraverso il consumo diacqua, ma anche mediante l’utilizzo dibrodi, bibite aromatizzate,succhi di frutta, the, tisaneo altri infusi. È raccomandabile assumere liquidi a piccoli sorsi, durante l’intero arco delle 24 ore, sino a raggiungere il volume adeguato.

D: Dottoressa Troiano, ingenerale che cosa dobbiamo fare per prevenire i tumori a tavola?

R: Prima di tutto bisogna specificare che questeraccomandazioni,a cui ho fattoall’inizio,vanno seguite e messe in pratica fin dall’infanzia.

Il primo consiglio è dirimanerenei limiti del normopesoed evitare l’aumento di peso e della circonferenza della vita durante l’età adulta. Condurre uno stile di vita attivo ededicarsi quotidianamente ad almeno 30 minuti di attività fisica.

Per quanto riguarda l’alimentazione,limitare il consumo di alimenti ad alta densità energetica ed evitare le bevande zuccherine.

Mangiare almenocinque porzioni da minimo 400 grammi di vegetali e frutta ogni giorno.

Limitare il consumo di cereali raffinatie preferire la qualità integrale, consumare cereali e/o legumi a ogni pasto.Consumare la carne rossa in una quantità non superiore a 500 grammi a settimana, e in quantità molto inferiore nel caso della carne conservata. Limitare il consumo a non più di due “drink” alcolici al giorno per gli uomini e uno per le donne.

Evitare gli alimenti conservati in salamoia o ricchi in sale,ridurre il consumo di alimenti elaborati, con l’aggiunta di sale per assicurarsi un apporto quotidiano di sale inferiore a 6 grammi al giorno, pari a 2.4 di sodio.Infine, è sempre bene ricordare chei supplementi dietetici non sono consigliabili per la prevenzione dei tumori, ma è sempre meglio affidarsi a un’alimentazione corretta piuttosto che a surrogati.

Eliana Canova



PREVENZIONE - Il benessere fisico è il 1° requisito per la felicità!

Benessere primo requisito

E mi chiedo: telefoni, preoccupazioni economiche e di vario genere, stress mentale, sottotono fisico, allontanano questo obiettivo.

Presso il Circolo Danza & Pilates di Carpi, Castelmassa e Salerno, ma anche presso i vari Enti, associazioni e studi con i quali collaboro, constato che il 95% della popolazione soffre di vari gradi di scoliosi, per non menzionare disturbi più seri. Spalle curve, abbassate, addomi sporgenti, lombo sciatalgie e chi più ne ha più ne metta.

La colonna vertebrale è composta da 26 vertebre. Ogni vertebra è separata dall’altra da una cartilagine intervertebrale. Questa cartilagine agisce come un cuscinetto per assorbire traumi di urti improvvisi, riduce la frizione al minimo, e dà alla colonna la sua caratteristica flessibilità.

Con gli esercizi si cerca di allungare i muscoli e di sgonfiare quelli troppo forti: i muscoli gonfi impediscono il raggiungimento della flessibilità perché i muscoli ipersviluppati interferiscono con il miglioramento dei muscoli sottosviluppati. La vera flessibilità può essere ottenuta soltanto quando tutti i muscoli sono sviluppati uniformemente.

Dico sempre ai miei allievi quando devono alzarsi o stendersi sul pavimento di farlo sempre con un movimento di “arrotolamento” e “srotolamento”, esattamente a imitazione di una ruota dotata di vertebre immaginarie che gira avanti e indietro. Questi movimenti di “arrotolamento” e “srotolamento” tendono gradualmente, ma sicuramente, a riportare la colonna nella sua posizione normale aumentandone in modo corrispondente la flessibilità.

Con il tempo gli esercizi diventeranno un parte di voi stessi, immagazzinati nella vostra mente inconscia. E’ come guidare un’automobile, una volta imparato non ci si preoccupa più di quando e come inserire le marce ecc ecc…Anche in questo caso la fiducia nasce dal fatto di aver ricevuto delle informazioni chiare e autorevoli. Questo aumenterà la fiducia in voi stessi, oltre che produrre una ritonificazione muscolare.

Con un corpo, la mente e lo spirito perfettamente funzionanti ci si può solo aspettare una persona attiva, vigile, disciplinata…una mente equilibrata in grado di far fronte ai complessi problemi della vita moderna.

Certo la pazienza e la tenacia sono fondamentali, i risultati non si ottengono in un giorno! A volte vi sentirete tentati di prendervi un giorno di libertà. Non cedete a questa momentanea debolezza, decidete di mantenere fede all’impegno preso con il vostro corpo, e vedrete che piano piano l’apatia vi abbandonerà e l’attività fisica vi aiuterà a rilasciare lo stress, l’accumulo di fatica, e il vostro cervello ne trarrà grande beneficio.

E ricordiamoci che l’unico indicatore reale dell’ età è indicato dal grado di flessibilità di cui gode la colonna nel corso della vita. Se la colonna è inflessibilmente rigida a 30 anni, siete vecchi ;se è completamente flessibile a 60 anni, siete giovani!

M.Michela Amato



BENESSERE - Sistema linfatico... come farlo funzionare.

Edema, Gonfiore e Sistema linfatico sono alla base della salute! Ecco come ripulire il corpo per farlo funzionare!

Sistema Linfatico

Il sistema linfatico viene spesso ignorato e trascurato. Esso è fondamentale anche per quanto riguarda il sistema immunitario. Quando c’è un edema o una ritenzione idrica, che è un sintomo di un sistema linfatico inefficiente,di solito si assumono diuretici e antiinfiammatori che in realtà non fanno che peggiorare la situazione.

ECCO L’IMPORTANZA DELLA PAROLA EDEMA, CHE SIGNIFICA “GONFIORE”

L'infiltrazione di liquido organico nei tessuti o l’aumento patologico del liquido interstiziale nei tessuti. Con sintomi collegati come ad esempio: congestioni , tumefazione, ingorgo e ipertensione.

Questo tipo di accumulo di acqua stagnante e malata, che rimane bloccata ed imprigionata dai sali e dai veleni, è chimicamente in sintonia con le condizioni atmosferiche e ai cambi di temperatura, che provocano fluttuazioni nel dolore e nelle infiammazioni. Per cui è strettamente legata al mondo che ci circonda e agli stimoli che si ricevono quotidianamente.

Usare un diuretico per ridurre un’ edema o un gonfiore edematoso, toglie acqua al flusso linfatico, con la conseguenza che la linfa si raddensa, le tossine e il muco diventano più collosi e quindi si accumulano nei nodi linfatici e lungo i dotti e tutto questo aggrava la situazione generale.

Cos’è il sistema linfatico?

Il sistema linfatico è una complessa rete di collegamento di nodi, dotti e ghiandole. È un sistema pieno di liquido, necessario per lavare e pulire le nostre cellule e per trasportare via le acque sporche di scarico, che separa accuratamente il rifiuto cellulare dai tessuti e dal sangue circolante.

Il sistema linfatico provvede a tutte le tossine che vengono da fonti esterne, (cibo sbagliato, farmaci, integratori minerali e vitaminici e inquinamento ambientale), ed anche alle endotossine che sono neutralizzate nei linfonodi e nel tessuto linfoide.

Un sano sistema linfatico è anche di aiuto  a purificare il sangue, attraverso la più grande massa di tessuto linfatico presente nel corpo: la milza! Essa è specializzata a distruggere i globuli rossi logori  e nella gestione del delicato equilibrio tra i globuli rossi e quelli bianchi.

COME PULIRE IL SISTEMA LINFATICO

Inizialmente adottando un breve riposo fisiologico o digiuno. Poi nello stare alla larga dai farmaci, integratori, bevande nervine ed effervescenti, dai gelati, dal cioccolato al latte, al “junk food” (cibo spazzatura) e da tutte le proteine animali, siano esse di terra o di mare.

Tanto più ci allontaniamo dal nostro cibo naturale, frutta e vegetali crudi, tanto più blocchiamo il sistema linfatico. Tanto più assumiamo cibo cotto, conservato, morto, devitalizzato, pastorizzato, rinforzato, vitaminizzato difficile da digerire ed eliminare, tanto più blocchiamo il sistema linfatico.

Tanto più dipendiamo da cibi bianchi – prodotti di farine morte, pane bianco, riso bianco non integrale, grano, pasta, cereale ipercotti e dolci- da cibi e bevande cariche di sale, zucchero e aspartame e miscugli di bevande lievitate (birra) e caffeina, tanta più energia (cosi come più acqua fresca) viene richiesta dal sistema per poter controllare le rapide fluttuazioni dello zucchero nel sangue. Senza un’adeguata quantità di ACQUA,la linfa non può scorrere liberamente nel sistema linfatico e tutto il meccanismo diventa pigro, rallenta,  e finisce con il diventare intossicato.

ENZIMI DELLA FRUTTA E ACIDI DELLA FRUTTA: ETERNI AMICI DEL SISTEMA LINFATICO

Gli enzimi e gli acidi della frutta sono potenti detergenti linfatici, potenti alcalinizzanti del sangue e potenti distruttori dei radicali liberi, ma a condizione che siano mangiati correttamente e abbondantemente durante i vari pasti della giornata. Pasti fruttariani che devono essere tenuti separati  dai 2 pasti principali, basati su una prima portata di foglie verdi,ed un piatto principale vegano, composto di cibo cotto e crudo ,come cereali integrali o patate o pasta integrale, pizza vegana, o gnocchi e, infine ,una manciata di noci miste come mandorle, noci, noccioline, pinoli”.

M.Michela Amato



BENESSERE - La pancia sente,agisce e ricorda. È come un secondo cervello.

La pancia è un secondo cervello

La chiave di stress,ansia e tensione è nella pancia. Essa è come un secondo cervello,con importanti funzioni che si riflettono sull’intero organismo.

Dettagli.

La chiave di stress, ansia e tensione è nella pancia. Qui, infatti, si trova un vero e proprio secondo cervello, con importanti funzioni che si riflettono sull’intero organismo. Ne è convinto Michael D. Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University, che ha presentato oggi a Milano la teoria dei due cervelli. Un’idea che poggia su solide basi scientifiche – spiega l’esperto americano – Basti pensare che l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino e’ la sede di un secondo cervello. A lungo l’intestino e’ stato considerato una struttura periferica, deputata a svolgere funzioni marginali.

Ma la scoperta di attività che implicano un coordinamento a livello emozionale e immunologico ha rivoluzionato questo pensiero . Nella pancia troviamo infatti tessuto neuronale autonomo. E non a caso le cellule dell’intestino producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere.

Per Gershon nella dicotomia pancia-testa è la prima a dominare, almeno in certi campi. La quantità di messaggi che il cervello addominale invia a quello centrale è pari al 90% dello scambio totale, sostiene il ricercatore. Per la maggior parte si tratta di messaggi inconsci, che percepiamo solo quando diventano segnali di allarme e scatenano reazioni di malessere. Quanti – dice – hanno sperimentato la sensazione delle “farfalle nello stomaco” durante una conversazione stressante o un esame?. E’ solo un esempio delle emozioni della pancia, come nausea, paura, ma anche dolore e angoscia. Il sistema nervoso enterico comunica con quello centrale. E quando l’intestino soffre, ad esempio per la sindrome del colon irritabile, la persona ne risente anche a livello psichico.

Dunque stress e ansia pesano sull’intestino e ne alterano il funzionamento. Ma è vero anche il contrario: dieta e disordini intestinali sono collegati a variazioni dell’umore. Insomma, nella pancia c’e’ un cervello che assimila e digerisce non solo il cibo, ma anche informazione ed emozioni che arrivano dall’esterno. E che copre un’area vasta: il tessuto intestinale srotolato ha dimensioni di 200-250 metri quadri, ed e’ abitato da 10.000 miliardi di cellule batteriche. Per trattare i disturbi di funzionali del tratto gastroenterico varie tecniche di meditazione e l'esercizio fisico si sono dimostrate utili. Forse anche perché – dice Gianpaolo Buzzi, psichiatra dell’Università di Pavia – chi fa sport tende anche a seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di fibre e liquidi.





BENESSERE - L’importanza del MAGNESIO.

Il magnesio è un minerale fondamentale per il cervello, per il muscolo cardiaco per la funzione muscolare e, insieme a silice e vitamine D e K ,per promuovere la salute delle ossa. La carenza di magnesio è molto comune.

Di seguito i 5 segnali di allarme che potrebbero indicare una carenza di questo importante minerale.

1. Fischi nelle orecchie o la perdita dell’udito Acufene, o un costante acuto ronzio nelle orecchie è sintomo comune di carenza di magnesio, come anche la perdita dell’udito. Ci sono state una serie di studi condotti sul rapporto tra salute orecchio e i livelli di magnesio sufficienti. In uno studio cinese, si è constatato che il magnesio in quantità sufficienti impedirà la formazione dei radicali liberi che possono portare alla perdita dell’udito. In uno studio condotto presso la Clinica Mayo, si è riscontrato che il trattamento nei pazienti che avevano sperimentato la perdita di udito con l’integrazione di magnesio venivano aiutati a ripristinare l’udito entro tre mesi.

2. Crampi muscolari e Tremori Il magnesio è essenziale per la funzione ottimale dei muscoli. Senza di esso, il corpo verserebbe in uno stato di convulsioni, perché è questo minerale che permette ai muscoli di rilassarsi. La mancanza di magnesio sufficiente, può portare a tic facciali, crampi muscolari e spasmi o crampi ai piedi durante il sonno.

3. DepressioneIl legame tra bassi livelli di magnesio e la depressione si è capito già più di un secolo fa, quando i medici lo hanno usato per il trattamento di questo disturbo nella salute mentale. Anche la scienza moderna lo ha sostenuto , in uno studio in un ospedale psichiatrico in Croazia hanno ritenuto che in molti pazienti i tentativi di suicidio erano dovuti ai gravi bassi livelli di questo importante minerale. Un vantaggio del magnesio rispetto agli antidepressivi tradizionali è la mancanza di effetti collaterali comuni in tali farmaci.

4. Anormale funzione cardiacaBassi livelli di magnesio possono avere un effetto sui muscoli in tutto il corpo e questo include i muscoli del cuore. Il magnesio insufficiente può indurre una condizione nota come aritmia cardiaca, in cui il cuore non riesce a battere regolarmente, e ciò, a sua volta, può causare un rischio maggiore di complicazioni come attacchi cardiaci e ictus.

5. Calcoli renaliMolte persone credono che i calcoli renali siano causati da un eccesso di calcio, ma in realtà si tratta di una carenza di magnesio. Il magnesio previene la formazione di queste pietre inibendo il legame del calcio con ossalato, i due composti che compongono queste pietre. I calcoli renali possono essere estremamente dolorosi, quindi è bene saperne qualcosa in più, ovvero che una semplice integrazione di magnesio può impedire loro di formarsi!

Se hai esperienze di qualsiasi di questi sintomi, la consulenza con un medico è una buona idea. E ‘inoltre consigliato di seguire una dieta che include alimenti come okra, il girasole e semi di zucca, mandorle, soia o fagioli neri, anacardi e spinaci in quanto queste sono tutte fonti di magnesio naturali.

Maria Michela Amato.



PREVENZIONE - Norme di comportamento per pazienti con linfedema arto superiore

Prevenire il peggioramento del gonfiore nell’edema già esistente! Per i soggetti a rischio, impedire la formazione di edema.

La terapia per eccellenza per il trattamento di questa patologia, secondaria solitamente ad intervento di quadrantectomia o mastectomia consiste nella Complex Therapy, la quale è basata sull’utilizzo di diversi sussidi:
1)linfodrenaggio manuale;
2)bendaggio elastico multistrato;
(seguito poi da elastocompressione durante il mantenimento;
3)ginnastica;
4)braccio sollevato;

Questa terapia si basa su due fasi: la prima volta alla riduzione volumetrica dell’arto,la seconda al mantenimento del risultato ottenuto.

ATTENZIONE ALLE FERITE!

Le ferite pur che possano sembrare banali, portano alla distruzione dei vasi linfatici o a versamento di sangue e fanno aumentare il liquido linfatico.

BISOGNA QUINDI PROTEGGERSI!! Quando?

NELL’AMBIENTE DOMESTICO

  • Cucinando;
  • Facendo giardinaggi
  • Cucendo
  • Con animali
  • Punture d’insetti (zanzare) In presenza di piccole ferite o punture d’insetto applicare una pomata antibiotica!
  • Facendo manicure.

IN CURE MEDICHE

  • No prelievi su braccio linfedema;
  • No iniezioni;
  • No frequenti misurazione della pressione sanguigna.

NELLO SPORT

Positivo dedicarsi al nuoto e alla ginnastica mirata, Pink Ribbon Programm (UTILIZZANDO quando possibile LA GUAINA).

ATTENTI AGLI SFORZI!!!

Fanno aumentare la formazione di liquido linfatico peggiorando l’edema.

Nel limite del possibile:

  • No movimenti ripetitivi e prolungati(es.SCRIVERE)
  • No pulire finestre, lunghe ore di stiro o maglia, no borse della spesa.
  • No ai massaggi pesanti-modellanti-estetici, aumentano irrorazione sanguigna ,aumentano la produzione di liquido linfatico e possibili versamenti.
  • No caldo, calore;
  • No acqua bagno superiore a 33-34°
  • No raffreddamenti;
  • No maniche strette, abbigliamento attillato, no borsa a tracolla;
  • No sovrappeso;
  • NO alcool, nicotina.

ATTENZIONE!!!

COMUNICARE SEMPRE al proprio medico di fiducia e al terapista,eventuali PEGGIORAMENTI DEL LINFEDEMA,anche già in trattamento, soprattutto se associato a dolore e a manifestazioni cutanee (MACCHIE,ESCORIAZIONI,ROSSORI,PUSTOLE) GONFIORI,ARROSSAMENTI,DOLORE,FEBBRE.Potrebbero far sospettare infezioni in corso che vanno assolutamente curate!

I SI

  • Sì spalline larghe, bracciali, anello, orologio solo se lenti e non stretti!!!
  • Sì tanta verdura e poco sale;
  • Sì ginnastica;
  • Sì linfodrenaggio manuale e bendaggi su misura, sì elastocompressione (adeguata al grado dell’edema, se necessaria su misura e prescritta dallo specialista)
  • Sì onde d’urto, secondo protocollo specifico;
  • Sì mantenimento risultati ottenuti (utilizzo elastocompressione, linfodrenaggio di mantenimento e ginnastica).

Maria Michela Amato